D’altra    parte,    i    casi    di    copia    esatta    di    un’illustrazione    sono    quantitativamente    limitati    e    non mancano   di   una   motivazione.   Su   tutti   è   possibile   citare   il   caso   dell’Esdra   del   Codex Amiatinus    (fig. 8).   Esso,   probabilmente,   è   la   riproposizione   il   più   possibile   perfetta   di   una   raffigurazione   contenuta nella Bibbia di Cassiodoro che Benedetto Biscop,         abate         di Wearmouth-Jarrow, nel         nord-est dell’attuale        Inghilter        ra,        aveva acquistato   in   uno   dei   suoi   viaggi   in   Italia tra   la   metà   e   la   fine   del    VII   secolo.   La copia    esatta    del    modello    cassiodoreo aveva   lo   scopo   di   attestare   il   legame stretto    con    Roma    in    un    momento    di conflitto       all’interno       della       Chiesa britannica. Ciò   che   più   spesso   accade,   al   contrario,   è   che   il   modello   venga   considerato   una   base   da   cui partire per arrivare a un risultato simili e al contempo diverso. La   copia,   ad   esempio,   può   essere   esatta   per   quanto   riguarda   il   soggetto   e   differente   nello   stile, come   per   i   Vangeli   di   Leofric ,   della   metà   dell’XI   secolo   e   ricopiati   poco   meno   di   mezzo   secolo   più tardi daun artista francese (figg. 9-10).
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Testi di Davide Busi
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Oppure   la   copia   può   essere   la   combinazione   di   più   modelli,   come   per l’ Evangeliario   di   Lindisfarne    (fig.   11),   dell’inizio   dell’VIII   secolo,   che   riprende la   Bibbia   di   Cassiodoro   e   il   Codex   Amiatinus    nella   postura   soggetto   e   ne muta   lo   stile   unendo   la   scuola   anglo-irlandese   a   quella   anglo-italica,   con una forte componente bizantina.